Santuario del SS. Crocifisso: cenni storici

church of SSIl complesso convento-chiesa è situato nel centro storico di Cosenza e viene comunemente detto della “Riforma” perché a partire dal XVIII secolo il convento accolse i Frati Minori Riformati, una delle maggiori famiglie francescane dedite ad una stretta osservanza della regola.

Il monastero era stato fondato dalle Benedettine nell’anno 863. Fu poi riedificato da Federico II nel 1184 in seguito ai danni subiti a causa di un terremoto e venne ceduto successivamente ai Frati Francescani nel 1224.

Nel 1276 venne acquistato dalle Clarisse e rimase di loro proprietà per 170 anni. Venne riacquistato quando era ormai in stato di abbandono dal barone Antonino Firrao solo nel 1607. Egli ricostruì sia il convento che la chiesa e fu proprio per sua volontà e devozione che per la prima volta venne installata la statua del SS. Crocifisso. Questa pare essere stata realizzata da uno dei talenti della scuola di frate Umile da Petralia, uno scultore, religioso italiano e autore specializzato nella scultura del legno e nella cui produzione artistica figurano numerosi crocifissi. Terminata la ricostruzione, nel 1628 Firrao donò tutto ai Frati Riformati.

I Frati Riformati restarono nella chiesa per circa 240 anni e furono proprio loro a favorire il culto del SS. Crocifisso, punteggiato da diversi episodi considerati dai frati stessi e dai fedeli come miracolosi.

Nonostante la legge Crispi del 1866, volta alla soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose, la chiesa rimase aperta e i devoti cosentini continuarono a frequentarla.

Nel 1915 i Frati Cappuccini ottennero la cessione della chiesa, e fu proprio un frate cappuccino, padre Daniele Gil, a salvare il crocifisso da un incendio scoppiato in seguito ad un bombardamento aereo nel 1943.

È anche per queste ragioni che la chiesa, pur essendo formalmente intitolata alla Madonna di Costantinopoli, viene ormai considerata dai cosentini come la chiesa del SS. Crocifisso.